Stati Uniti, 1 lug. (askanews) - A 250 anni dalla Dichiarazione d'Indipendenza, l'agenzia France press ha chiesto ad americani e immigrati che cosa significhi oggi il "sogno americano".Le risposte raccontano un Paese che continua ad attrarre, ma dove il sogno passa sempre più spesso attraverso fatica, precarietà e disincanto."Per me il sogno americano significa poter essere libero, poter cercare la felicità, poter inseguire la libertà economica, avere una casa e trovare alloggi accessibili, per costruire un patrimonio da lasciare alle generazioni future. Questo, per me, è il sogno americano"."Io ho pace, sono tranquillo. Sto bene, ho realizzato i miei sogni. Sono stato un buon padre, sono stato una brava persona. Forse non ho ricchezze, perché non ho mai cercato di diventare ricco, ma ho donne meravigliose nella mia vita: mia moglie e mia figlia. Ho pace. Posso dire di avere realizzato il sogno americano, con alcuni limiti, ma sì, l'ho realizzato"."Da figlia americana, è facile dimenticare quei sacrifici e da dove veniamo. Ma da iraniana, vedendo come soffre la mia gente in Iran, posso guardare alla mia vita qui e dire che sto assolutamente vivendo il sogno americano. Ho sicurezza, libertà di parola, libertà religiosa, posso vestirmi come voglio in quanto donna. Sono valori davvero sacri, ai quali credo sia importante tornare come americani. Il sogno americano non è perfetto, deve continuamente evolvere ed essere rivisto. Qui ci sono molti difetti, ma abbiamo qualcosa di molto speciale, che vale la pena proteggere"."Sì, sto vivendo il sogno americano. Da bambino volevo essere come Charlie Chaplin, venire a Hollywood e finire in televisione. E ci sono riuscito"."Il sogno americano era andare un po' avanti. Sono venuta perché qui c'erano le mie figlie. Ma il sogno americano non si è mai realizzato, ormai non c'è più. Forse c'era prima, ma non adesso. Si lavora e si lavora tantissimo, e oggi non è più la stessa cosa".
Usa, 250 anni dopo il sogno americano resiste ma si incrina | Libero Quotidiano.it
Stati Uniti, 1 lug. (askanews) - A 250 anni dalla Dichiarazione d'Indipendenza, l'agenzia France press ha chiesto ad americani e immigrati che cosa significhi oggi il "sogno americano".Le risposte raccontano un Paese che continua ad attrarre, ma dove il sogno passa sempre più spesso attraverso fatica, precarietà e disincanto."Per me il sogno americano significa poter essere libero, poter cercare la felicità, poter inseguire la libertà economica, avere una casa e trovare alloggi accessibili, per costruire un patrimonio da lasciare alle generazioni future. Questo, per me, è il sogno americano"."Io ho pace, sono tranquillo. Sto bene, ho realizzato i miei sogni. Sono stato un buon padre, sono stato una brava persona. Forse non ho ricchezze, perché non ho mai cercato di diventare ricco, ma ho donne meravigliose nella mia vita: mia moglie e mia figlia. Ho pace. Posso dire di avere realizzato il sogno americano, con alcuni limiti, ma sì, l'ho realizzato"."Da figlia americana, è facile dimenticare quei sacrifici e da dove veniamo. Ma da iraniana, vedendo come soffre la mia gente in Iran, posso guardare alla mia vita qui e dire che sto assolutamente vivendo il sogno americano. Ho sicurezza, libertà di parola, libertà religiosa, posso vestirmi come voglio in quanto donna. Sono valori davvero sacri, ai quali credo sia importante tornare come americani. Il sogno americano non è perfetto, deve continuamente evolvere ed essere rivisto. Qui ci sono molti difetti, ma abbiamo qualcosa di molto speciale, che vale la pena proteggere"."Sì, sto vivendo il sogno americano. Da bambino volevo essere come Charlie Chaplin, venire a Hollywood e finire in televisione. E ci sono riuscito"."Il sogno americano era andare un po' avanti. Sono venuta perché qui c'erano le mie figlie. Ma il sogno americano non si è mai realizzato, ormai non c'è più. Forse c'era prima, ma non adesso. Si lavora e si lavora tantissimo, e oggi non è più la stessa cosa".










