Il 250° anniversario degli Stati Uniti potrebbe rappresentare un punto di svolta per i secoli a venire e per la Chiesa cattolica, che oggi più che mai si proietta nel mondo. Non basta, non può bastare, che solo l’America sia un luogo speciale: deve esserlo il mondo intero

Il 250° anniversario degli Stati Uniti potrebbe rappresentare un punto di svolta per i secoli a venire e per la Chiesa cattolica, che oggi più che mai si proietta nel mondo.

Era, o è, un luogo speciale. Le Americhe erano un luogo dove trovare una nuova vita, una nuova opportunità. Lo erano soprattutto per la vecchia Europa, ma sempre più per il mondo intero.

In questo contesto, gli Stati Uniti d’America rappresentavano l’opportunità per eccellenza: la terra promessa, Israele. Il sogno americano era un ideale, un’occasione che si concretizzava. Era una visione offerta, in teoria e in pratica, a tutti.

Certo, non tutti hanno trovato l’Eden. Ma l’idea e l’ideale di comunità inclusiva e solidale, dove ognuno era rispettato e rispettava gli altri e la propria comunità, grande o piccola che fosse, era l’immagine concreta che l’America proiettava a tutti. C’era un’idea di equità, di uguaglianza, che non era la povertà livellatrice che fruga nelle tasche altrui. Era un’equità morale: essere giusti, fare la cosa giusta e avere riguardo per tutti.