VENEZIA - Giusto sei anni fa, il 10 giugno del 2020, in pieno Covid, il ricordo di una grandinata che aveva lasciato le calli imbiancate come fossero strade di montagna. Ieri pomeriggio, verso le 17.10, la scena si è riproposta, per una ventina di minuti di portata memorabile. Pioggia torrenziale, mista a grandine, ha tenuto in scacco la città, bloccando anche i vaporetti che per prudenza nel culmine delle precipitazioni sono rimasti ormeggiati alle fermate in cui si trovavano, per evitare di intraprendere una navigazione pericolosa.

Turisti e passanti hanno trovato rifugio nei pontili, stipati all'inverosimile.

Il dipartimento di Protezione civile regionale aveva lanciato l'allerta gialla, avvertendo di possibili rovesci di notevole intensità. I dati rilevati dall'ufficio previsioni del Comune di Venezia parlano di una velocità di 50 km all'ora in mare, 36 a San Giorgio, con venti che hanno ruotato dal quadrante di Nordovest, fino a girare a Est e a sud. In centro storico sono caduti durante tutto l'evento 12 millimetri per metro quadrato, cinque nel momento più intenso. Dati che richiamano quelli di un normale acquazzone estivo, anche se probabilmente al Lido si sono verificati episodi di maggiore portata.