C’è una distanza precisa tra sperimentare l’intelligenza artificiale e farla lavorare nei processi che generano fatturato. La tappa italiana di SAS Innovate on Tour, la conferenza globale che l’azienda statunitense porta in giro per il mondo nell’anno del suo cinquantesimo anniversario, ha provato a misurarla con il metro delle imprese del territorio. Gli annunci tecnologici sono gli stessi presentati qualche settimana prima a Dallas, e li abbiamo già documentati: a Milano il punto non erano i prodotti, ma le aziende italiane che li stanno portando in produzione.
La cornice è stata delineata da Mirella Cerruti, Managing Director di SAS Italia, parlando di un passaggio "dalla fase della prova alla fase della messa in scena". Tradotto, l’IA esce dai progetti dimostrativi ed entra nei flussi operativi quotidiani. È un cambio di stagione che diverse voci, dal palco e dalla platea, hanno confermato osservando un’inversione di marcia negli ultimi dodici mesi: non sono più i clienti a chiedere come usare l’IA, ma il business a presentare un problema concreto da risolvere.
Quanto ai prodotti, la giornata ha ripreso le novità del tour: l’apertura di SAS Viya, la piattaforma dati e IA dell’azienda, agli LLM di terzi con una governance unificata, l’investimento da un miliardo di dollari per portare l’IA agentica nei processi regolamentati e l’ingresso nel calcolo quantistico con SAS Quantum Lab, in arrivo entro fine anno per i clienti Viya. Sono temi che abbiamo già approfondito raccontando la tappa statunitense. A fare da filo conduttore, semmai, sono stati due concetti: la sovranità del dato e la governance.







