All'AWS Summit di Milano, AWS ha messo in fila i numeri dell'adozione di cloud e intelligenza artificiale in Italia, e la fotografia che ne emerge è quella di un Paese in movimento ma ancora distante dalla maturità. Oggi il 40% delle imprese italiane dichiara di usare l'IA, con una crescita del 33% in un anno, mentre il cloud è ormai presente nel 70% delle aziende. Il punto critico non è l'adozione, ma la profondità con cui la tecnologia entra nei processi. Anche nel Nord-Ovest, l'area più avanzata, solo il 18% delle aziende che usano l'IA ha raggiunto uno stadio trasformativo, quota che scende all'8% al Sud e al 6% nelle Isole. Tra le piccole e medie imprese, salite dal 29% al 38% di adozione in un anno, appena l'11% è andato oltre la sperimentazione.
Sul palco del Summit, presentando lo studio, Giulia Gasparini, Country Leader di AWS Italia, ha messo a fuoco proprio questo nodo: "Il cloud è il presupposto per una IA scalabile", ha osservato, perché dove le fondamenta digitali sono più deboli il salto verso un uso trasformativo diventa più difficile. È esattamente lo spazio che separa l'IA che riassume documenti da quella che cambia il modo di lavorare. Su quel divario si misurano i partner che AWS ha costruito intorno a sé in 15 anni di presenza italiana, e due tra i più longevi, beSharp e Reply, lo hanno attraversato dall'inizio con modelli quasi agli antipodi. Le due interviste rilasciate a Edge9 nei giorni successivi al Summit restituiscono la stessa diagnosi e due ricette diverse.








