«L’aria deve circolare solo se fuori c’è una temperatura inferiore che dentro casa. Se no, conviene tenere le finestre chiuse». Enrico Fabrizio è l’Energy manager del Politecnico. Cioè l’esperto che si occupa della gestione ottimale dell’energia che l’Ateneo utilizza. Finestre chiuse in casa per sopravvivere al caldo. Che altro?«Ormai gli impianti di climatizzazione non sono più un privilegio, ma una necessità. Consumare energia in questo senso è necessario. Dobbiamo però farlo in modo efficiente». In casa, cosa si può fare?«Evitare che entri la radiazione solare. Con tapparelle, tende esterne, tutti quei sistemi che la schermino prima che sia intrappolata all’interno. Questo serve anche in presenza di un condizionatore, sia chiaro».

Tra ventilatore e condizionatore cambia molto in termini di energia?«Il primo ne consuma molta meno, ma è efficace solo finché non si superano i 34 gradi, cioè la temperatura della nostra pelle, e l’umidità resta bassa. Oltre, non è più efficace». Tenere le finestre aperte aiuta?«Anche qui, dipende dalla temperatura esterna. Se ci sono meno di 30 gradi, magari di notte, va benissimo far circolare l’aria. Quando poi salgono invece è meglio evitare di far entrare il calore. Bisogna seguire le condizioni climatiche esterne e sfruttare le risorse naturali». L’ordinanza del sindaco impone di chiudere le porte dei negozi nei giorni più caldi. Cosa ne pensa?«Sono d’accordo. Certo, c’è da dire che i grandi centri commerciali spesso hanno degli impianti che oltre a raffreddare contengono le dispersioni. A differenza invece di chi ha dei negozi più piccoli. E poi, è anche un modo per educare le persone a un uso responsabile dell’aria condizionata».