La Cina ha modernizzato profondamente le proprie forze armate, ma secondo l’ex comandante dello U.S. Pacific Command Dennis Blair parlare di superiorità militare è ancora prematuro. Il vero banco di prova resta Taiwan, dove Pechino continua a scontrarsi con importanti limiti operativi

Negli ultimi trent’anni la Repubblica Popolare ha costruito una delle più imponenti campagne di modernizzazione militare della storia recente. La marina della Pla è oggi la più grande al mondo per numero di unità, il Paese dispone di un vasto arsenale missilistico, sta ampliando rapidamente le proprie capacità nucleari, ha sviluppato sofisticati sistemi di guerra elettronica e investe massicciamente in tecnologie emergenti come l’IA, i sistemi autonomi e lo spazio. E una simile crescita alimenta in modo naturale il timore che Pechino abbia ormai raggiunto, o sia sul punto di raggiungere, una superiorità militare tale da consentirle di conquistare Taiwan e modificare radicalmente gli equilibri strategici dell’Indo-Pacifico. Ma secondo alcuni, le cose non stanno così.

Tra questi c’è l’ex comandante dello U.S. Pacific Command ed ex direttore dell’Intelligence nazionale statunitense Dennis Blair, che nel suo ultimo intervento su Foreign Affairs suggerisce che la narrativa di una Cina ormai militarmente dominante sia un mito destinato a produrre effetti controproducenti. Il vero banco di prova della potenza militare cinese rimane Taiwan, afferma Blair, e finché Pechino non sarà realmente in grado di conquistare e mantenere il controllo dell’isola, la sua superiorità resterà incompleta e le ambizioni strategiche continueranno a scontrarsi con limiti operativi ancora molto rilevanti.