di
Guido Santevecchi
Per la prima volta la Cina ha lanciato un missile intercontinentale con capacità nucleare da un sottomarino. Brevissimo preavviso per evitare che l’intelligence americana lo potesse studiare
Xi Jinping vuole mostrare al mondo che il suo Esercito popolare di liberazione non è indebolito dalle purghe di generali che all’inizio del 2026 hanno ridotto a due soli uomini la Commissione militare centrale: lo stesso presidente e il responsabile della campagna anticorruzione. Per la prima volta un sottomarino a propulsione nucleare con la bandiera rossa ha lanciato un missile balistico intercontinentale nel Pacifico. Di solito i cinesi provano i loro missili all’interno del territorio nazionale, usando le vastissime aree semidesertiche. È solo la terza volta che un ordigno cinese a lungo raggio vola sul Pacifico: la prima fu nel 1980, la seconda nel 2024. In quelle occasioni la base di lancio era stata a terra. La novità più inquietante ora è l’impiego di un sottomarino «strategico» in navigazione. L’ICBM (Intercontinental ballistic missile) era munito di una testata inerte che riproduceva peso, forma e aerodinamica di un’arma nucleare. L’operazione ha avuto successo e tutti gli obiettivi sono stati raggiunti, ha annunciato con orgoglio il «Global Times» di Pechino. Il quotidiano del Partito comunista ha scritto che «la nostra triade di deterrenza nucleare è stata significativamente potenziate». Nel gergo militare la «triade nucleare» comprende missili basati a terra, montati su aerei e imbarcati su navi e sottomarini.









