La Cina ha lanciato nel Pacifico un missile balistico a capacità nucleare da un sottomarino nucleare, un test raro che ha immediatamente messo in allarme Giappone, Australia, Nuova Zelanda e altri paesi della regione. Il messaggio che arriva da Pechino è chiaro: il programma missilistico cinese sta entrando in una fase più matura, più visibile e, secondo molti analisti, più ambiziosa.
Il lancio, avvenuto lunedì 6 luglio, è stato presentato da Pechino come una prova di routine, comunicata in anticipo ai paesi interessati e non diretta contro alcun obiettivo specifico. Ma il contesto conta quanto la procedura. Il test arriva infatti in un momento in cui la Cina sta modernizzando rapidamente le proprie forze armate, rafforzando la componente navale della sua triade nucleare e mostrando una capacità di proiezione sempre più lontana dalle sue coste. Ce n'è abbastanza, insomma, per mettere in allarme i suoi vicini nell'Area, e non solo loro.
La prova nel Pacifico
Il sottomarino cinese ha effettuato il lancio nell’Oceano Pacifico meridionale con una testata inerte, intorno alle 12:01 ora di Pechino. Si tratterebbe di uno dei rarissimi test pubblici di un missile balistico a lungo raggio cinese in quell’area: il terzo lancio pubblico verso il Pacifico effettuato dall'esercito cinese dalla fondazione della Repubblica Popolare nel 1949. Ma il dato più importante non è tanto il missile in sé, quanto il fatto che il test sia partito da un sottomarino nucleare. Ciò significa che Pechino non sta mostrando soltanto che è in possesso di una forza missilistica terrestre ormai consolidata, ma che ha anche la capacità di garantire una risposta militare dal mare, cioè la possibilità di rispondere a un eventuale attacco nucleare con una rappresaglia sopravvissuta al primo colpo. In termini strategici, è uno dei pilastri della deterrenza nucleare moderna.










