Il profondo stravolgimento demografico che ha investito l’Italia portandoci in cima alle statistiche per i bassi tassi di natalità e per l’aumento delle aspettative di vita ha ridisegnato già adesso la domanda di salute. Con l’aumento dei nuclei monofamiliari e degli anziani affetti da patologie croniche non più guaribili ma che necessitano di assistenza e cure specialistiche dedicate e personalizzate è via via aumentata la pressione sul welfare determinando un carico finanziario e organizzativo al quale il sistema di protezione sociale del nostro Stato non è in grado di rispondere. E tutto questo è già evidente dalle liste d’attesa infinite per esami anche indispensabili, agli accessi al Pronto Soccorso, spesso inutili, ma percepiti come una risposta immediata al loro bisogno di salute non soddisfatto. Nel nostro secolo la casa è stata eletta come il luogo naturale di cura, poiché risponde al desiderio di garantire dignità e comfort ai pazienti fragili o terminali. Tuttavia, questa tendenza trasferisce una pressione enorme sulle mura domestiche, trasformando la famiglia nel nucleo centrale del sistema assistenziale, la stessa famiglia nella quale patologie croniche, la non autosufficienza, la solitudine, la povertà economica si combinano variamente necessitando di risposte “cucite su misura”.
Casa, cura e terzo settore: Samo Ets alleato del sistema sanitario nazionale per una sanità territoriale umana
La famiglia è diventata il nucleo centrale dell’intervento domiciliare tra gli abbracci, i sorrisi e il senso di serenità









