Roma, 18 nov. (askanews) – “Quasi 50 anni fa nasceva il nostro Servizio Sanitario Nazionale con la promessa di prendersi cura del bene più prezioso per ognuno di noi: la salute. All’epoca in Italia l’aspettativa di vita era di 73 anni. Oggi superiamo gli 83, siamo una delle nazioni più longeve del pianeta e con un numero ragguardevole di centenari. Abbiamo mantenuto quella promessa. Ma le sfide sono profondamente cambiate”. Parole del ministro della Salute Orazio Schillaci, intervenuto oggi alla Roma agli Stati Generali della Salute pensati e organizzati dalla Regione Lazio. Per il ministro “prossimità, equità, sostenibilità” sono tre principi che guidano l’azione del Dicastero e servono a rafforzare il Servizio sanitario nazionale. “Un servizio sanitario nazionale che all’estero è ancora considerato un modello d’eccellenza e di cui credo dovremmo essere tutti più orgogliosi soprattutto per tutti gli operatori che vi lavorano. Una sanità pubblica che vede impegnati lo Stato e le Regioni, ognuno con i propri compiti e le proprie responsabilità. Ed è una sanità pubblica che, nonostante le criticità, funziona. Funziona davvero? Sì. Perché se oggi in Italia ci sono oltre 20mila ultracentenari – dato più che raddoppiato dal 2009 secondo l’Istat – è anche grazie al nostro servizio sanitario nazionale” ha aggiunto. “Però questo servizio sanitario, quasi alla soglia dei 50 anni necessita di una revisione profonda. Deve stare al passo con i cambiamenti demografici, epidemiologici e tecnologici. Deve soddisfare soprattutto nuovi bisogni di salute che non sono solo sanitari ma anche sociali. Abbiamo rimesso la salute al centro dell’agenda politica. A cominciare dal tanto dibattuto tema delle risorse. È innegabile che questo Governo abbia invertito la rotta: il Fondo sanitario nazionale è passato dai 125 miliardi del 2022 ai quasi 143 nel 2026, con incrementi medi annui decisamente maggiori rispetto al passato” ha ricordato sottolineando che le risorse sono servite “per valorizzare il personale sanitario e far fronte alle carenze di organico, migliorare le retribuzioni e garantire più sicurezza contro le vergognose aggressioni. Sappiamo bene che operatori sanitari e socio-sanitari sono la vera spina dorsale della nostra sanità. Senza di loro, non c’è sistema che tenga. Penso ai fondi per i rinnovi contrattuali, alle indennità di pronto soccorso e a quelle di specificità medica e non medica. Ai contratti degli specializzandi pagati di più per chi sceglie discipline purtroppo a volte poco attrattive ma fondamentali per i pazienti. Alla riforma delle professioni sanitarie, alla modifica della norma sulla responsabilità medica”.
Sanità, Schillaci: stiamo rafforzando il sistema sanitario
Ci sono nuovi bisogni è tempo di cambiamenti








