"Stiamo potenziando l'assistenza domiciliare integrata, che deve diventare davvero capillare.
La sostenibilità non è solo questione di quanti soldi mettiamo, ma di come li spendiamo".
Lo afferma, in un'intervista a La Stampa, il ministro della Salute, Orazio Schillaci. "La libera professione è un diritto - afferma -, ma non può negare la prestazione pubblica. Il problema nasce quando ci sono più prestazioni a pagamento che in Ssn, quando l'attesa pubblica è di sei mesi e l'intramoenia di due settimane. Se lo sbilanciamento nega il diritto alle cure, è verosimile ipotizzare una sospensione temporanea".
"Molte famiglie - aggiunge Schillaci - credono che le Asl debbano coprire il 100% delle rette Rsa, ma non è così. Il pieno rimborso sanitario è previsto solo per i non autosufficienti più gravi, dove è impossibile scindere la componente sanitaria da quella sociale". "Ma la sfida vera - va avanti Schillaci - non è solo vivere più a lungo, è vivere meglio. Questo è l'obiettivo che ci siamo dati al G7 Salute di Ancona: invecchiamento attivo. Per centrarlo serve un cambio di paradigma: meno ospedali, più territorio. Le Case della Comunità non sono un'infrastruttura fine a sé stessa, ma il luogo dove sanità e sociale si incontrano davvero".








