1 Luglio 2026 – Lettura: 1 minuto

«Glielo do nella sua valuta nazionale, ovvero in rubli. Un prezzo equo per levarsi dalle scatole un essere inutile». La querelle tra i due riguarda le insinuazioni del leader di Azione sui presunti finanziamenti russi ricevuti dal collega.

«L’associazione di Di Battista mi chiede 25 mila euro per non querelarmi. Rispondo con una controproposta più equa: te li do nella tua valuta nazionale ovvero 25 mila rubli (che corrispondono a 270€). Un prezzo equo per levarsi dalle scatole un essere inutile». L’ha scritto Carlo Calenda sui social. La querelle tra i due riguarda le insinuazioni del leader di Azione sui presunti finanziamenti russi ricevuti dal collega. «Credo che occorra chiarire se Alessandro Di Battista – il cui ‘libro’ riprende il nome della campagna di propaganda del Cremlino in Occidente – sia legato in qualche modo a società di propaganda russe e aziende che fanno business in Russia. Considerato anche il fatto che è ospite fisso di numerose trasmissioni televisive e che in passato, come Salvini, ha firmato un accordo di collaborazione formale con Russia Unita a nome dei 5S. Ci sono, io credo, gli estremi per una verifica approfondita degli organi preposti alla sicurezza dello Stato», aveva scritto Calenda a dicembre 2025. Pronta la risposta: «Carletto quindi stai chiedendo agli organi preposti alla sicurezza dello Stato di verificare i miei legami con la Russia perché non ti piace il titolo del mio libro? Fantastico».