"Chi semina vento prima o poi raccoglie tempesta...", questi "pagliacci... prima o poi faranno una brutta fine". Sono solo alcuni dei commenti che compaiono sul canale Telegram di Russia Today e diretti al leader di Azione Carlo Calenda che, lette le minacce, le respinge al mittente via social, incassando la solidarietà della politica italiana. "In questo, così come in altri casi - scrive - attribuisco nessuna preoccupazione" e anzi, rilancia sfidando "questi vigliacchi servi russi" indicando nei dettagli i suoi spostamenti abituali e precisando di "non essere scortato". Anche perchè, "prendervi a pedate nelle chiappe sarebbe di estrema soddisfazione".

E' lui stesso - da sempre fermamente pro Ucraina - a fare sapere degli attacchi, conseguenti alle sue critiche per le attività di alcuni italiani legati al canale televisivo russo. Le cui trasmissioni sono state bloccate in Europa. Attacchi che, aveva scritto qualche giorno fa Calenda, "andrebbero perseguiti a norma dell'articolo 241" del codice penale, cioè "attentati contro l'integrità, l'indipendenza e l'unità dello Stato", per il quale si prevede la reclusione non inferiore ai 12 anni.

Calenda su X: 'Su Russia Today minacce al sottoscritto'