Roberto Vannacci sostiene che il numero degli iscritti al suo partito ha già superato quota 100mila. Un vero e proprio boom considerando che il tesseramento è partito da appena quattro mesi, a inizio marzo. Ma come si fa a tesserarsi a Futuro Nazionale e quali sono i controlli e le verifiche, per evitare fenomeni come quelli degli iscritti fake o delle tessere multiple? Abbiamo provato un piccolo esperimento per verificarlo.

Futuro Nazionale continua la sua ascesa, almeno stando alle intenzioni di voto registrate dai sondaggi. A fianco di questo dato, al momento virtuale, ce ne è un altro che certifica la crescita del partito fondato da Roberto Vannacci, in modo più concreto. O almeno, così dovrebbe essere. Parliamo del numero degli iscritti che – dal momento dell'apertura del tesseramento a marzo scorso – ha superato la soglia di 100mila, in appena quattro mesi. Un vero e proprio boom, stando a quanto dichiarato dallo stesso Vannacci e dai suoi luogotenenti. Ma quanto sono affidabili queste cifre? È possibile, almeno in astratto, bucare il sistema per gonfiare artificialmente la quota dei seguaci dell'ex generale? Abbiamo fatto un piccolo esperimento, per provare a capirne di più.

Vannacci ama definire gli aderenti a Futuro Nazionale conepiteti quali "sporca dozzina" o "feccia". Iperboli che dovrebbero rappresentare come l'europarlamentare si candidi a raccogliere quanti sono esclusi ed emarginati dal resto del sistema politico, in parlamento e nel Paese. Noi però abbiamo deciso di prenderlo in parola. E ci siamo detti, se brutti sporchi e cattivi devono essere, che lo siano sul serio. Così, abbiamo provato a iscrivere a Futuro Nazionale tre dei più famosi villains della storia del cinema: Hannibal Lecter, don Vito Corleone e Crudelia De Mon. Come abbiamo iscritto tre ‘cattivi' immaginari a FN Andando sul sito di Futuro Nazionale e cliccando sulla pagina del tesseramento, si apre un modulo, dove inserire i dati personali di chi vuole iscriversi. Noi abbiamo messo nomi e cognomi dei nostri tre cattivi, la loro data e luogo di nascita, il codice fiscale. Tutte cose nel nostro caso ovviamente farlocche, ricavate dai racconti che li hanno visti come antagonisti nei libri o nei film. E dove non era possibile ‘reperire' le informazioni, ce le siamo immaginate. Il form richiedeva anche di indicare la professione: per Crudelia De Mon e Hannibal Lecter abbiamo scelto di mostrare il loro volto più gentile, scrivendo ‘stilista' e ‘psichiatra', anziché ‘assassina di cuccioli' e ‘cannibiale'. Ma quando è stato il turno di don Vito Corleone, non abbiamo potuto far altro che confessarci come ‘padrino della mafia'.