Non è vero che c’è un fuggi-fuggi dalla Lega verso Futuro Nazionale di Roberto Vannacci o verso altri partiti. A sostenerlo, numeri alla mano, è Andrea Tomaello, il commissario regionale della Lega-Liga Veneta che ha appena chiuso la campagna tesseramento. Gli iscritti sono più di 10mila e di questi quasi 4mila sono militanti, cioè iscritti attivi con pieni diritti di voto e di candidatura, mentre gli altri, i sostenitori, sono simpatizzanti senza obblighi o cariche interne. Numeri che però stridono, oltre che con gli ultimi risultati elettorali, con i continui annunci di cambi di casacca: il deputato trevigiano Gianangelo Bof è passato con Vannacci, come del resto l’ex consigliere regionale Luciano Sandonà (che ha avuto anche una breve parentesi in Fratelli d’Italia) e l’attuale consigliere Stefano Valdegamberi, mentre il deputato vicentino Erik Pretto giusto ieri ha aderito a Forza Italia.

Commissario Tomaello, il 30 giugno è scaduto il termine per iscriversi alla Lega: quali sono i numeri del tesseramento in Veneto? «Il 98% dei militanti iscritti nel 2025 ha rinnovato la tessera anche nel 2026. Unendo i numeri dei militanti ai sostenitori (in Lega abbiamo un doppio tesseramento per garantire trasparenza e serietà nei numeri) superiamo i 10.000 iscritti totali, e per i sostenitori c’è la possibilità di iscriversi fino al 31 dicembre. Il dato interessante, comunque, è il 98% dei militanti che ha rinnovato l’iscrizione, parliamo della parte di base più operativa e con anni di Lega sulle spalle». Futuro Nazionale di Roberto Vannacci, però, vi sta portando via anche figure di primo piano. Come spiega queste uscite? «Non saprei dire il motivo, forse una voglia eccessiva di cercare qualcosa di nuovo, alcuni fuoriusciti hanno cambiato più volte partito in pochi anni. I dati sul tesseramento ci dicono che non c’è però questo esodo verso altri partiti. I leghisti veri nei momenti di difficoltà si tirano su le maniche e aiutano il movimento, non vanno in altri partiti». Lei ha avuto l’incarico dal segretario federale Matteo Salvini di guidare la Lega-Liga Veneta da commissario. Che situazione ha trovato? «Buona. Il segretario uscente, Alberto Stefani, ha fatto un grande lavoro che ora va portato avanti. Stiamo completando i congressi di sezione e a breve partiranno quelli provinciali, considerato che i segretari delle singole province sono già scaduti. Considerando i 168 comuni che saranno chiamati al voto in Veneto nel 2027, la macchina deve essere pronta il prima possibile. A ottobre, poi, mi piacerebbe far partire dei momenti formativi inter-istituzionali per tutti i nostri iscritti ma soprattutto per gli amministratori locali in modo che possano conoscere il lavoro della Lega in Regione, in Parlamento e confrontarsi sulle prossime sfide territoriali». Si è parlato di un asse tra i governatori leghisti del Nord e di una richiesta anche da parte della base per un cambio di passo da parte del partito. Si era parlato di una modifica statutaria in modo da realizzare il cosiddetto modello bavarese, cioè una Lega nazionale, una Lega del Nord e una Lega del Sud, ma non se ne è fatto niente. Qual è il suo pensiero al riguardo? «Non conosco queste ipotetiche modifiche statutarie. Penso che l’iniziativa fosse nata con la volontà di rimettere al centro dell’agenda politica nazionale una particolare attenzione al Nord. Sono convinto che in un momento di crisi internazionale come questo che stiamo vivendo, le imprese chiedano stabilità e risposte chiare e la Lega, che ha sempre avuto un occhio di riguardo per questa parte di territorio, può tornare ad essere l’interlocutore giusto». Il segretario Matteo Salvini ha istituito il Tavolo dei Territori, ci sono già state due riunioni su temi specifici, ma l’impressione è che la Lega abbia perso la propria identità, che non sia più il “sindacato del Nord”. Lei pensa che questo Tavolo sia sufficiente per tornare all’essenza della Lega o serve altro? «Il tavolo sarà sufficiente se poi si trasforma in proposte e azioni chiare e risolutive». In queste ore, il 4 e 5 luglio, doveva tenersi un "ritiro" di tutta la Lega a Mogliano. Perché è saltato? «Per dare tempo al Tavolo dei Territori di produrre qualcosa e quindi ritrovarci più avanti con idee e progetti chiari». Sono apparsi lenzuola e striscioni con l’invito a Salvini di farsi da parte per lasciare posto a Luca Zaia. Lei sosterrebbe Zaia alla guida della Lega? «Luca Zaia è un valore aggiunto e ha molto da insegnarci. Negli ultimi mesi abbiamo letto di tante possibili sue candidature: sindaco di Venezia, presidenza del Coni, ministeri. Proprio perché rispetto la sua figura, non mi metto ad aggiungerne altre. Ribadisco però che è un valore aggiunto, apprezzato oltre i confini del Nord e spero che in futuro possa continuare ad aiutare al meglio la Lega». Lei è presidente della Prima commissione in consiglio regionale. A breve si ripresenterà in aula il tema del fine vita: darete libertà di coscienza o ci saranno indicazioni da parte del partito? «Vediamo intanto come andrà il lavoro nelle commissioni. Personalmente ho sempre detto di non essere contrario a prescindere, spero ci possa essere equilibrio e soprattutto la volontà di tutelare in primis la vita fin dove è possibile».