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Rinaldo Frignani

Secondo l'ideatore e conduttore di Report ci potrebbe essere un collegamento con i due cannoni mitragliatori scoperti l'anno scorso in un cantiere al Nord. «Grato al magistrato che li ha presi tutti»

«Negli ultimi tempi ho continuato a ricevere minacce da vari ambienti che non ho mai voluto rendere note, anche se le ho denunciate tutte alle autorità competenti e sono ora al vaglio dei pm». Sigfrido Ranucci è combattuto. Da una parte c’è la preoccupazione per essere sempre nel mirino, dall’altra invece la soddisfazione per i risultati dell’operazione dei carabinieri che ha portato all’arresto degli attentatori del 16 ottobre che gli hanno piazzato un ordigno davanti casa. Quella sera l’ideatore e conduttore di Report si trovava nella cucina della sua villetta a Campo Ascolano, vicino Torvaianica, con la moglie Marina Maggiorelli e la figlia Michela, appena rientrata, quando si è scatenato l’inferno. Due auto distrutte, il muro e il cancello danneggiato. Era chiaro che si trattava di una bomba.

Però a tutt’oggi mancano movente e mandanti. Cosa ne pensa?«Non so ancora quale sia il movente, sapevo che i responsabili erano in Campania, ma niente altro. E comunque non ho mai reso noti dettagli di cui ero al corrente per non compromettere le indagini. Sui mandanti è chiaro che ci sono: dagli atti dell’indagine emerge che gli avrebbero fornito assistenza legale, sim da utilizzare per comunicazioni sicure. Stiamo parlando di una vera e propria organizzazione».