HomeRiminiCronacaLa resa dei conti. Falsi green pass, 60 patteggiamenti e dieci condanneL’indagine aveva ricostruito un sistema di certificazioni vaccinali registrate senza la regolare somministrazione delle dosi .L’indagine aveva ricostruito un sistema di certificazioni vaccinali registrate senza la regolare somministrazione delle dosi .Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciSi è chiuso davanti al tribunale di Rimini uno dei principali filoni dell’inchiesta sui falsi Green pass, nata nel 2022 dall’indagine dei Nas di Bologna coordinata dalla Procura della Repubblica di Rimini. Il procedimento riguardava il presunto rilascio di certificazioni vaccinali senza che le dosi fossero mai state somministrate. La posizione principale era quella del medico di base e odontoiatra Roberto Bonato, che all’epoca esercitava a Cattolica e viveva a Rimini. Il professionista, difeso dagli avvocati Nicola e Giovanni Summo, ha definito la propria posizione con un patteggiamento a quattro anni e sei mesi di reclusione. Bonato, nel frattempo, ha anche risarcito l’Ausl Romagna, che ha quindi revocato la costituzione di parte civile. Gli imputati erano difesi, tra gli altri, dagli avvocati Massimo Cerbari, Luca Greco, Tiziana Casali, Giovanna Ollà. Nel complesso il procedimento si è concluso con 60 patteggiamenti, con pene comprese tra un anno e dieci mesi e due anni di reclusione, tutte con pena sospesa. Per altri dieci imputati, che avevano scelto il rito abbreviato, sono invece arrivate condanne comprese tra un anno e due mesi e un anno e sei mesi. In tutti i giudizi abbreviati è rimasto contestato il reato di falso, mentre in alcuni casi è caduta l’accusa di corruzione. L’esito del procedimento comprende inoltre due proscioglimenti in udienza preliminare, uno dei quali disposto a seguito del decesso dell’imputato, mentre una sola posizione è stata rinviata a giudizio. Secondo la ricostruzione della Procura, il medico si sarebbe avvalso della collaborazione di due intermediari incaricati di individuare persone interessate a ottenere il Green pass senza sottoporsi alla vaccinazione. I nominativi sarebbero poi stati inseriti nella piattaforma informatica vaccinale dell’Emilia-Romagna come se le vaccinazioni fossero state realmente effettuate. Le indagini avevano evidenziato numeri ritenuti anomali. Su 224 dosi di vaccino registrate, ben 107 sarebbero risultate soltanto sulla carta e riferite a persone provenienti anche da fuori provincia e fuori regione. Proprio queste anomalie avevano spinto l’Ausl Romagna ad avviare gli accertamenti interni, sfociati poi nell’indagine della Procura e dei Nas. Tra gli imputati figuravano anche diversi operatori sanitari, tra cui farmacisti, fisioterapisti, una ginecologa, una psicologa e un ortottista, oltre a cittadini che, secondo l’accusa, avrebbero ottenuto la certificazione verde senza ricevere il vaccino. Arriva così all’epilogo una lunga vicenda che continua nelle aule di tribunale da ormai più di cinque anni. Da uno dei momenti più critici della pandemia, quando presso lo studio di Cattolica del medico si era sviluppata una rete di contatti tale da portare decine di persone a pagare 250 euro per ogni falsa iniezione con promessa di rilascio di un Green pass valido. Una tariffa che in alcuni casi sarebbe scesa anche a 100 euro, per gli amici stretti.
La resa dei conti. Falsi green pass, 60 patteggiamenti e dieci condanne
L’indagine aveva ricostruito un sistema di certificazioni vaccinali registrate senza la regolare somministrazione delle dosi .






