HomePesaroCronacaVaccini falsi per avere il green pass. Erano 16 gli indagati in provincia: 4 hanno patteggiato, 4 assoltiAttorno a un medico di Cattolica c’era un giro di certificati verdi fasulli. Uno dei legali, Salvatore Asole: "Condivisa la nostra tesi: mancava la prova di un accordo corruttivo diretto tra i miei assistiti e il dottore".A sinistra una fase della vaccinazione ai tempi del Covid, a destra. la spunta verde che segnalava il green passRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciFalse vaccinazioni anti-Covid per ottenere il Green pass senza ricevere il vaccino: nel maxi-procedimento per corruzione e falso ci sono anche 16 residenti nel Pesarese, tra operai, impiegati, liberi professionisti, disoccupati e persino un esponente politico dell’entroterra. L’inchiesta ha chiuso ieri il primo grande capitolo davanti al gup di Rimini: sessanta patteggiamenti, dieci condanne con rito abbreviato, due proscioglimenti e un solo rinvio a giudizio.

La vicenda è quella del presunto mercato dei certificati verdi fasulli. Secondo l’accusa, attorno a un medico, Roberto Bonato 65 anni di Cattolica, si sarebbe creata una rete capace di attirare persone da più province, comprese Pesaro, Cagli, Montecalvo in Foglia, Marotta-Mondolfo, Macerata Feltria, Fano, Apecchio, Tavullia e Tavoleto. Il meccanismo, per gli inquirenti, era evitare l’iniezione, ma ottenere comunque che l’attestazione di vaccinazione venisse caricata nei sistemi, così da ottenere un Green pass valido. Il procedimento, coordinato dalla Procura di Rimini e nato dalle indagini dei carabinieri del Nas di Bologna, coinvolgeva complessivamente 74 persone. Il medico al centro dell’inchiesta ha patteggiato quattro anni e sei mesi e ha risarcito l’Ausl.