L’Italia è stato il primo Paese al mondo a riconoscere l’obesità come malattia progressiva e recidivante grazie alla legge 149 del 2025. A quasi nove mesi dall’approvazione della norma, istituzioni, società scientifiche, Regioni e associazioni dei pazienti si sono riunite al Senato per fare il punto sull’attuazione della legge, affrontando le sfide ancora aperte nella prevenzione, nella cura dell’obesità e nell’integrazione delle nuove terapie nel Servizio sanitario nazionale.

Un confronto tra istituzioni e esperti

Il confronto si è svolto nel corso del convegno «Obesità, la legge c’è, ora costruiamo il sistema», durante il quale è emersa la necessità di accelerare il percorso di piena applicazione della normativa. Tra i promotori, l’onorevole Raoul Russo (Commissione Bilancio Camera), ha evidenziato come il riconoscimento dell’obesità rappresenti un cambio di paradigma per il sistema sanitario italiano.

«L’obesità non è semplicemente uno stigma, come è stato per tanti anni, ma una vera e propria patologia alla quale sono correlate numerose altre malattie, tra cui metaboliche, oncologiche e cardiovascolari», ha affermato Russo.

Secondo il parlamentare, investire nella prevenzione e nella cura dell’obesità significa intervenire su molte altre patologie croniche, migliorando la qualità della vita e rendendo più sostenibile la spesa sanitaria.