Due disegni di legge approvati oggi dal Senato, due "atti di civiltà". Sono unanimi i commenti della politica e della società civile rispetto al ddl per la prevenzione e la cura dell'obesità, che riconosce questa condizione come malattia e fa dell'Italia il primo Paese al mondo a dotarsi di una legge specifica per tale patologia. Plauso anche per il via libera al ddl che riconosce il 16 maggio quale Giornata nazionale contro la denigrazione dell'aspetto fisico delle persone (body shaming).
Passi avanti significativi anche se, affermano opposizioni ed associazioni pazienti, bisognerà ora passare alle azioni concrete a partire dall'inserimento nei Livelli essenziali di assistenza (Lea) delle cure e prestazioni per le persone obese, passaggio essenziale per garantirne la gratuità. Il ddl sull'obesità di cui è primo firmatario Roberto Pella (FI), approvato in via definitiva e dunque ora legge, ha visto la maggioranza votare a favore, mentre le opposizioni si sono astenute chiedendo maggiori risorse e l'inserimento da subito dell'obesità nei Lea. Per la prima volta vengono però fissati dei punti fermi: l'obesità è riconosciuta come una malattia progressiva e recidivante, si prevedono campagne si sensibilizzazione, di formazione, l'agevolazione dell'inserimento delle persone obese nelle attività scolastiche, lavorative e sportivo-ricreative, un osservatorio nazionale, e sono stanziati fondi specifici.










