L’Italia è il primo Paese al mondo ad approvare una legge che riconosce l’obesità come una vera e propria malattia «progressiva e recidivante». Il Senato ha approvato infatti in via definitiva nel testo già licenziato dalla Camera, del Ddl che detta disposizioni per la prevenzione e la cura dell’obesità: un testo in sei articoli che però interessa la condizione di circa 6 milioni di italiani, troppo spesso colpiti da stigma.
Obesità prioritaria
Come spiega Roberto Pella, capogruppo in Commissione Bilancio per Forza Italia e primo firmatario della legge, «L’obesità rappresenta una emergenza globale, che interessa fortemente anche il nostro Paese. Averla riconosciuta oggi, grazie al voto dell’Aula del Senato, come una vera e propria malattia testimonia la volontà piena di affrontarla come una priorità nazionale».
Insieme ai ringraziamenti ai ministri Schillaci (Salute) e Giorgetti (Mef) e al sottosegretario alla Salute Gemmato, un «ricordo speciale va Silvio Berlusconi - ha spiegato Pella - il cui supporto verso l’approvazione di questa legge non è mai mancato fin dalla mozione del 2019».
Per il ministro della Salute Schillaci, «aver approvato una legge contro l’obesità è un segno di civiltà che ancora una volta l’Italia dà nel campo della salute pubblica». Quanto alla introduzione dell’obesità nei livelli essenziali di assistenza, richiesta dalle opposizioni che si sono astenute dalla votazione alla legge in Parlamento, Schillaci ha affermato: «Valutiamo. Nei Lea ci sono tante cose da inserire, ma credo che aver approvato una legge sulla obesità dimostri l’attenzione che abbiamo sulla salute pubblica» . Il ministro ha quindi sottolineato come «la direzione è quella di puntare sulla prevenzione. L’obesità - ha detto - è riconosciuta come malattia ed è un fattore di rischio per molte patologia cronico degenerative, metaboliche e oncologiche». Dunque, ha concluso, «guarderemo con attenzione alla prevenzione in questo ambito e anche alla formazione specifica per combattere questo tipo di patologia».







