C’è una legge che riconosce l’obesità come malattia cronica e recidivante, ci sono i quasi sei milioni di obesi, c’è la giornata che si celebra oggi. E ci sono le soluzioni che mancano, così come mancano i quattrini per prendere in carico i malati, se è vero che dividendo per il numero dei malati i soldi previsti dalla legge Pella, 700mila euro per il 2025, 800mila euro per l’anno in corso e 1,2 milioni di euro annui per il 2027, si arriva alla cifra simbolica di 15 centesimi l’anno per paziente. Ed è chiaro che con quella cifra si può fare poco più di niente.
Il presidente Sio: “I farmaci per l’obesità sono una scorciatoia, non la soluzione”
02 Marzo 2026
Che cosa potrà fare il Manifesto sottoscritto ad Erice e presentato oggi al Senato per promuovere l’accesso equo alle cure? Le Società scientifiche, che hanno firmato tutte quante il Manifesto, chiedono politiche sanitarie nazionali coordinate, l’inclusione nei Lea, i Livelli essenziali di assistenza, e percorsi assistenziali omogenei sul territorio nazionale, i Pdta. Per non parlare dei famosi farmaci blockbuster per perdere peso, gli agonisti Glp-1, utilizzati da tempo per i pazienti con diabete e che si sono mostrati talmente efficaci nella perdita di peso da aver fatto subito pensare che potessero essere la soluzione dell’epidemia di obesità. Ma costano molto, non vengono rimborsati dal Sistema sanitario e vanno presi a vita, motivo per cui la durata media della terapia è di 5 mesi e poi si molla. “E così è solo buttar via soldi senza ottenere un risultato”, precisa Silvio Buscemi, presidente Sio, Società italiana obesità.










