Sono scaduti ieri i termini fissati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per la conclusione e la rendicontazione degli interventi finanziati con le risorse europee. Tra le opere che non sono riuscite a rispettare il cronoprogramma c’è anche la riqualificazione dell’ex stadio Ballarin di San Benedetto, il cui cantiere ha accumulato un ritardo di oltre quindici mesi durante l’amministrazione Spazzafumo. Ora, per consentire il completamento dell’intervento, potrebbe essere il Governo a subentrare con un rifinanziamento attraverso fondi nazionali. L’opera dispone di un investimento complessivo di circa 2,684 milioni di euro, di cui circa 1,43 milioni finanziati attraverso il PNRR. Tuttavia, secondo gli ultimi dati pubblicati da OpenPNRR, aggiornati al 26 febbraio 2026, risultavano spesi poco più di 1,08 milioni di euro, evidenziando come una parte significativa dei lavori dovesse ancora essere eseguita a pochi mesi dalla scadenza europea. A pesare sul cronoprogramma è stato soprattutto il lungo blocco del cantiere. I lavori si sono infatti fermati nel dicembre 2024 per consentire la predisposizione e l’approvazione di una variante progettuale, procedimento che ha richiesto anche interlocuzioni con la Soprintendenza. Il cantiere è tornato operativo soltanto tra la fine di marzo e l’inizio di aprile 2026, dopo oltre quindici mesi di sostanziale inattività. Alla ripresa delle lavorazioni rimanevano appena tre mesi per completare l’opera, effettuare i collaudi, certificare la regolare esecuzione e predisporre tutta la documentazione necessaria alla rendicontazione prevista dalle regole europee. Tempi giudicati da più parti insufficienti per rispettare il termine fissato al 30 giugno 2026, scaduto ieri. Il mancato rispetto della scadenza non comporta però necessariamente l’abbandono del progetto. Negli ultimi anni il Governo ha già adottato, in diversi casi, il cosiddetto definanziamento PNRR accompagnato dal contestuale rifinanziamento con risorse nazionali, consentendo così la prosecuzione e il completamento di opere considerate strategiche ma non più compatibili con il calendario imposto dall’Unione Europea. Anche il Ballarin potrebbe rientrare in questo meccanismo. In tale ipotesi verrebbero sostituite, in tutto o in parte, le quote europee non più rendicontabili con finanziamenti statali, salvaguardando l’investimento pubblico e consentendo di portare comunque a termine la rigenerazione dell’area.
Ballarin, non rispettati i tempi del Pnrr
Sono scaduti ieri i termini fissati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per la conclusione e la rendicontazione degli...














