HomeSarzanaCronacaCreato un vocabolo per chi perde un figlio. Anche il Comune di Luni riconosce “atèfano”La parola frutto della crasi di termini greci è già stata condivisa a altri enti locali liguri e dalla stessa RegioneLa parola frutto della crasi di termini greci è già stata condivisa a altri enti locali liguri e dalla stessa RegioneRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciIl vocabolo “atéfano” deve entrare nella lingua italiana. Approvata la mozione del gruppo consiliare “Uniti con Silvestri” che mira a colmare un vuoto linguistico introducendo una parola che esprima la condizione dei genitori che restano privi di un figlio. Parola frutto della crasi del suffisso privativo greco “a” con “teknon” figlio e ”orphanos” privo. Usiamo la parola orfano per chi perde i genitori ma per la situazione inversa non c’è vocabolo che si possa utilizzare. Il Comune Luni, guidato dal sindaco di centrosinistra Alessandro Silvestri (nella foto), fa proprio un percorso iniziato proprio in Liguria, in particolare nel Comune di Albenga, per inserire un neologismo che possa significare la perdita di un figlio.
"Questa assenza è stata percepita da molte famiglie e associazioni come un vuoto linguistico e umano – è scritto nella mozione –, quasi come se un dolore così grande fosse rimasto senza nome. Da qui è partita l’iniziativa dell’associazione “Rachele Franchelli – Uno sguardo senza confini aps”, nata in memoria di Rachele Franchelli, morta a soli sedici anni.








