HomeReggio EmiliaCronaca"Vorrei gli venisse intitolato un luogo della città""Speriamo che il sacrificio di Raffaele possa far riflettere le persone, perché abbiano più rispetto per la vita altrui. Mi...La vittima Raffaele Stipa, 67 anni. Vedovo, lascia due figli; si era trasferito a Reggio all’età di 17 anniRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguici"Speriamo che il sacrificio di Raffaele possa far riflettere le persone, perché abbiano più rispetto per la vita altrui. Mi piacerebbe che a lui fosse intitolato un luogo a Reggio, per l’esempio che ha saputo dare". È l’appello commosso lanciato da Maurizio Nuzzo, cognato del 67enne ucciso nella sua pizzeria Yoghi, di cui ha sposato una sorella, Maria Luisa. Abita a Capo d’Orlando (Messina), località di cui è originaria la vittima, uccisa lunedi sera dal 42enne Andrea Pellati: "Raffaele aveva lasciato il nostro comune quand’aveva 17 anni – racconta Nuzzo –. In pratica era da mezzo secolo che frequentava la vostra città: era diventato un reggiano".

Oltre all’omicidio c’è un altro episodio tragico che lega la famiglia siciliana alla nostra città, dove perse la vita uno dei fratelli, in tutto otto, dell’uomo ucciso: "Una trentina di anni fa Basilio Stipa, mentre camminava per strada, fu investito da un’auto e morì – ricorda Nuzzo –. Allora lui gestiva un ristorante davanti alla stazione ferroviaria di Reggio insieme a Raffaele". Nella nostra città Raffaele Stipa "conobbe anche la moglie, poi venuta a mancare". Il 67enne lascia due figli, Alan e Jennifer, che abitano a Correggio. Era rimasto saldo il suo legame con Capo d’Orlando: "L’ultima volta era venuto a trovarci nel dicembre 2025, per tre giorni".