«Gli armatori hanno dimostrato di essere uniti, hanno anche saputo mettere da parte i loro interessi, in difesa del bene comune. Cosa che non ha saputo fare la politica». Emanuele Grimaldi (nella foto), stringe tra le mani il voluminoso plico di lettere e messaggi ricevuti da tutto il mondo: in tanti lo ringraziano «per il grande lavoro svolto, per quattro anni, al vertice dell’Ics, International Chamber of Shipping», l’organizzazione privata che raggruppa gli armatori proprietari di oltre l’80 per cento del naviglio del mondo. Grimaldi, unico italiano ad aver guidato l’Ics in oltre 120 anni di storia, esalta la qualità del board: «Sono orgoglioso di aver lavorato con persone straordinarie, preparate, perfetti interpreti di un mondo che si evolve rapidamente e a cui bisogna dare risposte certe altrettanto rapidamente».

Presidente, torniamo al tema dei temi, alla decarbonizzazione. Lei a quello si riferisce quando parla di unità di intenti degli armatori? «Certamente. Sul versante decarbonizzazione gli armatori hanno dimostrato al mondo tutta la loro grande volontà di badare al bene collettivo. Nell’Ics sono rappresentati armatori che operano in ogni i angolo del pianeta e con interessi personali completamente diversi. Chi trasporta petrolio o derivati del petrolio ha interessi diversi da chi trasporta passeggeri, o acciaio, o mangimi. Ebbene tutti, ma proprio tutti, hanno convenuto di arrivare al 2050 con emissioni zero. Sa cosa significa? Che alcuni sono pronti a pagare questo obiettivo più degli altri. Ma anche che tutti, hanno compreso la necessità che la priorità per tutti è salvare il mondo». E la politica? «È lontana, lontanissima da ragionamenti del genere. Continuano a prevalere interessi locali, si muovono leve, che non esagero definire ricatti, pur di ottenere quello che si vuole, pur di difendere il proprio orticello. In questi quattro anni ho visto in organismi governativi Paesi schierati solo in difesa dei propri interessi. Una profonda delusione, devo dirlo. Mai ho visto prevalere sui tavoli della politica la difesa di un obiettivo comune. Gli armatori sono rimasti uniti; i rappresentati dei Paesi non hanno mai mostrato grande interesse per gli obiettivi comuni e, anzi, non hanno esitato a far leva anche sulla loro forza pur di raggiungere i loro scopi». Il vostro timing è stato definito ambizioso e pragmatico...«E questo ci fa onore. Gli armatori hanno saputo trovare la quadra. È vero, siamo stati sconfitti da chi non ha saputo ratificare un grande sforzo portato avanti con convinzione dagli armatori. Mi lasci dire che ho visto uno scarso senso di responsabilità nella controparte politica. L’avidità di alcuni Paesi ha vinto rispetto ad uno sforzo diplomatico unico. Prendere, prendere il più possibile. Guardi come la Ue porta avanti l’Ets: spremere gli armatori e basta. Incassare per gestire miliardi, non per investire quei miliardi nel settore del prelievo. Una gestione assurda». Ora alla presidenza dell’Ics è arrivato John Denholm. È stato eletto a Roma, in Italia...«Una persona molto in gamba, con una grande esperienza, che farà sicuramente bene. Gli ho consegnato un Ics ancora più grande ed inclusivo. Abbiamo aperto le porte alla Cina, sono entrati altri Paesi come India e Brasile, altri stanno per entrare. L’Ics è un l’associazione delle associazioni, la sua forza è intrinseca al di là di chi presiede». Intanto, però, lei ha avuto diverse standing ovation... «Io le ho subito girate allo staff di questa organizzazione che ha messo in campo straordinarie capacità in tutti i settori di intervento. Abbiamo lavorato insieme al sindacato mondiale dei marittimi e varato la prima giornata mondiale dei marittimi nelle Filippine, Paese da cui proviene una gran parte degli equipaggi. E poi l’editoria». I manuali di bordo? «Sì. Marisec, la casa editrice di Ics che, per statuto, è presieduta dallo stesso presidente dell’Ics. Marisec pubblica continuamente manuali tecnici per ogni esigenza del settore marittimo. Ci sono indirizzi, interpretazioni, le best practice utilizzate da compagnie, comandanti e ufficiali in tutto il mondo. Una vera enciclopedia in continuo aggiornamento. Il 70% delle entrate Ics arrivano da questa produzione». Lei è stato al vertice dell’Ics anche negli ultimi grandi cambiamenti geopolitici. Penso ad Hormuz, alle flotte ombra, alla capacità di mantenere unito il settore di fronte a difficoltà di enorme portata... «Abbiamo messo al centro dell’interesse generale la massima tutela per i marittimi, gente che naviga per guadagnare il sostentamento per la famiglia e non può certo rischiare la vita solo perché ha bisogno di lavorare. E anche in questo gli armatori hanno dimostrato una grande capacità di essere uniti. Sono i marittimi la vera forza del settore ed è a loro che dobbiamo sempre guardare con la massima fiducia. Gli armatori devono agevolarli in tutti i modi, migliorando i collegamenti tra la nave e i mezzi di informazione, tra la nave e le famiglie. Hormuz ha fatto emergere come non mai questa necessità».