Emanuele Grimaldi, leader mondiale degli armatori, anche in chiusura di anno ha riproposto con forza il tema delle norme europee sugli Ets. In un intervento su ShipMag ha posto le basi per la sfida del prossimo futuro. «Il 2025 è stato un anno complicato, soprattutto per i riflessi delle tariffe statunitensi e per la complessa situazione politica internazionale - ha detto - Ma come gruppo siamo soddisfatti, chiudiamo l’anno con una crescita robusta e con una posizione finanziaria soddisfacente», ha rimarcato l’ad del gruppo che controlla compagnie di trasporto Ro-pax in Italia, Spagna, Grecia, America del Nord e Mar Baltico, e guarda ben oltre i confini nazionali, anche grazie al suo ruolo di chairman dell’International Chamber of Shipping.
E il 2026? «Perché lo shipping – e lo short sea soprattutto – viene tassato, e il trasporto su gomma no? Perché un settore economico che investe così convintamente sulla decarbonizzazione viene demonizzato, e poi ci tagliamo le gambe da soli sull’industria automobilistica, quando nessuno in Europa ha la capacità di costruire batterie elettriche per le auto? È ovvio che poi si guardi alle navi di Byd come a un’invasione, ma i cinesi hanno soltanto saputo mettersi con il vento a favore, investendo dove noi stiamo diventando deboli», ha aggiunto.







