«È un momento difficile per il settore ma siamo forti». Piero Formenti, presidente di Confindustria nautica, non nasconde che la situazione geopolitica mondiale e la politica statunitense sui dazi abbiano dato una scossa (specie per quanto riguarda le barche di piccole dimensioni) alla forte crescita che, negli ultimi anni, ha caratterizzato il settore. Ma chiarisce che gli operatori stanno già guardando al futuro.

La voce del leader dei costruttori e degli accessoristi della nautica ha fatto il quadro della situazione, in occasione della presentazione, al palazzo della Borsa di Milano, della 65° edizione del Salone nautico internazionale di Genova, che si terrà, nell’area del nuovo waterfront di Levante della città, dal 19 al 24 settembre 2025. nel corso dell’incontro è stata presentata anche lo studio di Deloitte The state of the art of the global yachting market.

Secondo il sentiment raccolto, nella compilazione della ricerca, tra gli operatori italiani, in merito alla crescita, a livello globale, della nautica, emerge, ha sottolineato Tommaso Nastasi, senior partner di Deloitte, che è «prevista una contrazione del tasso di crescita del -5% (rispetto al 2023, ndr), causata soprattutto dal calo delle imbarcazioni di piccola taglia». Anche per il 2025 «è previsto un -2%», mentre dal 2026 in poi «si prefigura un +3%». Rispetto al -5% del 2024 risulta «in controtendenza il segmento premium e dei grandi yacht, con una crescita attesa del 5-10%, a seconda delle fasce di mercato. Per l’industria italiana, invece, nel 2024 è ancora attesa una crescita, supportata dal mix produttivo principalmente focalizzato, in termini di valore della produzione, sul segmento dei grandi yacht».