Oggi, primo luglio, è trascorso già un anno dalla prematura scomparsa di Fortunato M. Cacciatore. Professore di Storia della filosofia presso l’università della Calabria, Fortunato Cacciatore ha dedicato il suo lavoro di ricerca a Hegel, Spengler e soprattutto a Marx e alla storia del marxismo, fino alle sue declinazioni più recenti e anche eterodosse (Balibar ma anche Derrida e Laclau).
Un lavoro di ricerca rigoroso ma sempre articolato con la critica attiva, l’impegno politico in difesa dei diritti di chi è spinto ai margini della società dalla logica brutale del capitalismo neoliberista.
Con Vittorio Morfino, abbiamo voluto ricordarlo e rilanciarne il lascito per il tempo a venire, pubblicando un suo saggio inedito dal titolo Rivoluzione e politica in Marx (Petite Plaisance).
Un testo esemplare del suo metodo sempre impegnato, attraverso la ricostruzione di momenti e temi decisivi del passato, nella ricerca di possibili alternative per l’avvenire. Attraverso una lettura originale di testi marxiani dal 1843 al 1848, Fortunato Cacciatore mostra come, per Marx, la politica rivoluzionaria non sia mai contemporanea a se stessa. La Rivoluzione deve rispondere ad una duplice esigenza: mantenere viva la tensione verso il fine, senza mai abbandonare la mischia del presente. Ne emerge una concezione inedita del potere pubblico e della democrazia, lontana da ogni teleologia ma radicalmente politica.






