Si avvicina il primo anniversario della scomparsa di Marco Onado. Non è stato solo un maestro generoso per i suoi studenti. Economista dalla forte coscienza civica e dalla profonda conoscenza storica, era prima di tutto un uomo di grandissima cultura.

Un maestro generoso

Spetta forse anche a noi penultimi ricordare, alle nuove generazioni, gli ultimi che se ne sono andati, lasciandoci con un grande senso di vuoto e di rammarico. Ci tengo quindi ad affiancare alle belle considerazioni di Marco Ventoruzzo qualche indelebile ricordo della mia frequentazione con Marco, cominciata nei lontani anni Ottanta.

C’è subito una sua qualità che per prima viene in mente. Marco Onado, maestro e studioso raffinatissimo, grande economista di banca e mercati finanziari, ti faceva sentire importante e interloquiva con te come se avesse qualcosa da imparare, come se vedesse in noi, giovani scalpitanti e specialisti un po’ tronfi, qualcosa di valido che lui già non sapeva, qualche risultato che già non conosceva.

Questo, alla nostra fragile autostima, dava una gradevolissima sensazione, ci stimolava ancora di più e, a latere e a luci spente, ci faceva capire cos’è, in concreto, la generosità.