Marco Pannella ha colpito ancora. Mi sono amaramente divertito negli ultimi giorni, complice la ricorrenza del decennale della sua scomparsa, a leggere i tanti articoli e, soprattutto, i tanti messaggi di politici, uomini e donne, che hanno fatto a gara ad esaltarlo. In Italia, si sa, una targa, una via, un largo, una piazzetta non si negano a nessuno, ma il vizietto italico più plateale, e vergognoso, è un altro: incensare i morti, lodarli fino all’inverosimile, candidarli a una prossima santità.