Stacciarini, Sala e Cappato (Comune di Milano)
Nel decennale della morte di Marco Pannella, al leader radicale scomparso nel 2016 sono stati intitolati i giardini di piazzale Aquileia a Milano, davanti al carcere di San Vittore, luogo simbolico di molte battaglie in sostegno ai detenuti. La decisione deriva da una mozione di Alessandro De Chirico, consigliere di Forza Italia, approvata nel 2021, e dallo storico impegno in tal senso del militante radicale Gianni Rubagotti.Chi c'era: Sala, Cappato e gli altriAlla cerimonia, martedì pomeriggio, hanno partecipato il sindaco Giuseppe Sala, l'ex eurodeputato e consigliere a Milano Marco Cappato, la segretaria dell'associazione Enzo Tortora Raffaella Stacciarini, Simona Giannetti per il Partito Radicale. Presenti anche l'ex assessore radicale Lorenzo Lipparini, l'ex consigliere regionale radicale Alessandro Litta Modignani, l'assessore al Welfare Lamberto Bertolé e i consiglieri comunali Alessandro De Chirico (Forza Italia), Gianmaria Radice (Italia Viva) e Manfredi Palmeri (Noi Moderati), oltre a tanti militanti radicali milanesi.“Affascinato da Pannella, gli siamo debitori”“Non ho avuto la fortuna di conoscere Pannella ma ne sono stato affascinato: alla fine degli anni ‘70, quando ho iniziato a votare, ho votato più volte i raicali perché Pannella era una figura con idealismo e coraggio ma anche molto senso pratico”, ha detto Sala: “Ancora oggi lo ricordo così, come qualcuno che rappresentava le istanze dei cittadini, ma sapeva anche vincere. Dedicare a Pannella questo giardino è un piacere per Milano, una città che vuole essere sempre in prima linea sui diritti. Per questo sentiamo Pannella un po’ milanese. Gli siamo debitori come città e Paese. Non si girò mai dall'altra parte: cerchiamo anche noi, nel nostro piccolo, di fare lo stesso”.“Memoria viva se parla al futuro”“La memoria è qualcosa di vivo quando parla al futuro”, ha aggiunto Cappato, “e la memoria di Pannella parla al futuro nel messaggio importantissimo che i diritti delle persone sono universali: se stai dentro il carcere, se stai dall'altra parte del mondo. Lottava per i diritti di chi non avrebbe potuto votarlo, dal Vietnam alla Cina. E, visto che siamo a San Vittore, ecco un altro luogo dove non si prendono voti, ma c'è molto da fare sui diritti. E l'ultimo radicamento milanese, Enzo Tortora”. “La seconda memoria è di chi il metodo lo vuole fare proprio”, ha proseguito Cappato: “Il metodo è quello in base al quale non vale nulla avere un'idea e basta, se questa idea non è anche il principio da cui parte l'azione, mettendoci la faccia e il corpo. Non è mai stata la storia del manifesto ideologico, tanto poi ci sistemiamo in un altro modo. Se questa è l'idea, questa è la faccia: lì ce la metto, ci metto il corpo, ci metto l'azione. E quella memoria viva è uno strumento per tutte le persone che lo vorranno”.“Si può essere sconfitti, ma non vinti”“Per decenni Pannella è stato trattato come un corpo scomodo della politica: troppo disturbante”, ha ricordato Stacciarini: “Eppure, ogni volta che questo Paese ha fatto un passo avanti in termini di libertà, dietro c'era Marco. Faceva paura al potere perché non sapeva voltarsi dall'altra parte. Il modo migliore per onorarlo, allora, non è commentarlo, ma continuare a disturbarsi e disturbare. Marco non ci lascia una nostalgia, ma una responsabilità e un metodo. Dire la verità, anche quando si è minoranza. Marco diceva sempre che si può essere sconfitti ma non vinti: questa è la sua lezione”.












