Negli ultimi anni il linguaggio della longevità è entrato ovunque: integratori, infusioni, trattamenti “rigenerativi”, procedure detox. Il problema non è l’interesse per l’invecchiamento in salute, che è legittimo e scientificamente rilevante. Il problema nasce quando concetti complessi vengono trasformati in slogan: ringiovanire il sangue, ripulire le cellule, resettare l’organismo. È in questo contesto che si inserisce il dibattito sulla grande autoemotrasfusione con ozono medicale proposta con finalità anti-aging. La procedura prevede il prelievo di sangue, il contatto con una miscela di ossigeno e ozono e la successiva reinfusione. L’ozonoterapia viene discussa e utilizzata in alcuni contesti clinici, soprattutto nell’ambito del dolore, dell’infiammazione o di problematiche muscolo-scheletriche. Ma questo è molto diverso dal sostenere che possa “ringiovanire il sangue”.

Non esiste il ringiovanimento artificiale del sangue

Su questo punto l’ematologo Fabrizio Pane, direttore del Dipartimento di Oncoematologia dell’Azienda ospedaliera universitaria Federico II di Napoli, è stato chiaro: non esiste un ringiovanimento del sangue al di fuori dei normali processi fisiologici di rinnovo dell’organismo. Il motivo è semplice: il sangue si rinnova già. I globuli rossi vivono in media circa 120 giorni, i globuli bianchi restano in circolo da poche ore a diversi giorni, le piastrine vengono continuamente prodotte e sostituite. A orchestrare questo ricambio è il midollo osseo, una vera fabbrica biologica capace di generare nuove cellule ematiche per tutta la vita.