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di Redazione La Sicilia

30 Giugno 2026, 21:49

Con un voto di 6 a 3, la Corte Suprema degli Stati Uniti ha respinto l'ordine esecutivo con cui Donald Trump tentava di restringere la cittadinanza per diritto di nascita, riaffermando che il 14° emendamento protegge anche i figli nati negli Usa da genitori privi di status regolare o presenti solo temporaneamente nel Paese. La decisione è arrivata il 30 giugno 2026, con l'opinione della maggioranza firmata dal giudice capo John Roberts.

Il principio è semplice nella sua formulazione e carico di conseguenze: nascere sul suolo americano significa essere americani. La Corte ha stabilito che la Casa Bianca non può riscrivere da sola il significato di una garanzia costituzionale che, inserita nel 1868 dopo la Guerra civile, nacque anche per smentire l'eredità razzista della sentenza Dred Scott, con cui nel 1857 la stessa Corte aveva negato la piena appartenenza civica ai neri americani.