Al lago di Fogliano è in corso una moria di granchi blu, con migliaia di carcasse visibili in alcuni punti del bacino salmastro. Il naturalista Simone Proietti ha affermato a Fanpage.it che se non si interviene rapidamente sulle cause moriranno anche i pesci. Le foto e i video del fenomeno.
Granchi blu morti in un canale del lago di Fogliano. Credit: Andrea Centini
Da alcuni giorni, sulle pagine social dedicate alla provincia di Latina stanno circolando le inquietanti immagini di migliaia di granchi blu (Callinectes sapidus) morti o morenti lungo le sponde e le spiagge del lago di Fogliano, uno dei grandi laghi salmastri nel cuore del Parco Nazionale del Circeo. Abbiamo avuto modo di osservare il fenomeno in prima persona nei pressi del Rio Martino, uno dei fiumi principali della Pianura Pontina che, nel suo tratto finale (dove si trova il famoso canale-porto), affianca proprio il grande lago, tra le più importanti zone umide d'Italia e non solo.
Granchi blu morti in un canale del lago di Fogliano. Credit: Andrea Centini È proprio all'interno di un canale che collega il lago alla foce del fiume che abbiamo visto le numerosissime carcasse dei crostacei decapodi, la maggior parte delle quali arenate su “spiaggette” emerse a causa del basso livello dell'acqua. Alcuni esemplari dei granchi alieni sembravano ancora in vita, ma moltissimi erano sicuramente morti da giorni, come si evidenzia dai carapaci secchi e arsi sole ben visibili sia nelle fotografie che nel video. Nell'aria si avvertiva anche un odore abbastanza forte di biomassa in decomposizione; altrove, secondo alcune testimonianze, la situazione sarebbe peggiore di quella che abbiamo osservato noi. Per dare un po' di contesto, ricordiamo che i granchi blu non sono una specie autoctona, cioè naturalmente presente in Italia, bensì originaria del continente americano. Si tratta di una delle specie aliene più voraci e invasive al mondo, contro cui si sta combattendo da diversi anni in Italia e in altri Paesi. Questi animali non solo provocano un danno significativo agli ecosistemi e alla biodiversità locale, divorando molluschi bivalvi (come le vongole e le cozze), altri crostacei (gamberi e granchi) e novellame dei pesci, ma anche agli allevamenti di acquacoltura. Danni ingenti sono stati riscontrati soprattutto nelle lagune del Nord Italia, dove vengono raccolti quintali di questi granchi che continuano a moltiplicarsi a un ritmo spaventoso. Chiaramente i granchi blu non hanno alcuna colpa; cercano solo di sopravvivere e prosperare come è nella natura di ciascun essere vivente. In questo caso (come in moltissimi altri casi) è l'uomo che ha introdotto una specie alloctona per interesse commerciale, che si è diffusa a dismisura fuori controllo trasformandosi in un grave problema ecologico.









