L’aumento rapido e invasivo della diffusione del granchio blu negli ultimi anni ha suscitato allarme a causa dei possibili danni all’ecosistema e alla pesca con il taglio delle reti

Il granchio blu reale ha suscitato allarme a causa dei possibili danni all’ecosistema e alla pesca con il taglio delle reti

Genova – Conosciuto anche come “granchio blu” o “granchio nuotatore”, è una specie autoctona proveniente dalle coste degli Stati Uniti Orientali dove è uno dei prodotti principali della pesca, e la sua carne è molto apprezzata in cucina. Ha un’alimentazione onnivora, preda soprattutto i molluschi, si adatta a svariate condizioni e ambienti. Le larve che possono svilupparsi solo in acque salate, sono in grado di viaggiare per lunghe distanze in mare. Anche per questi motivi, è stato introdotto e acclimatato al di fuori della sua area naturale, spesso con gravi effetti dannosi sulle comunità biologiche. Difatti, l’aumento particolarmente rapido e invasivo della sua diffusione soprattutto negli ultimi anni, ha suscitato allarme a causa dei possibili danni all’ecosistema, e alla pesca con il taglio delle reti.

“Non ha antagonisti, è un predatore carnivoro, se attecchisce è un danno per tutti”. Così ha commentato Alessandro Capelli presidente Associazione pescatori Sestri Levante, membro della Commissione pesca della Regione Liguria e vicepresidente nazionale dell’Associazione nazionale piccoli imprenditori pesca, alle prese con il fermo pesca.