La sovranit� digitale � entrata stabilmente nell�agenda delle aziende italiane, spinta dalle normative europee e da un quadro geopolitico instabile. Resta per� un termine senza una definizione condivisa, e proprio da questa assenza � partito il Microsoft Sovereignty & AI Summit ospitato a Roma, presso la sede dell�Elis a Villa Tassini. Ad aprire i lavori � stato Vincenzo Esposito, amministratore delegato di Microsoft Italia, che ha collocato la giornata in una cornice pi� estesa: la sovranit� � uno dei tasselli della strategia con cui Microsoft accompagna le imprese nell�adozione dell�IA, quella che l�azienda chiama Frontier Transformation. Il presupposto, ha osservato Esposito, � che la tecnologia non sia pi� il punto critico: "la tecnologia c��, � pronta, ne abbiamo tanta, ma c�� una grande distanza tra le aziende che guardano l�innovazione e quelle che poi la implementano concretamente". A descrivere invece il concetto di sovranit� � stata Irene Sardellitti, National Technology Officer di Microsoft Italia, che parte da una domanda rivolta alle organizzazioni: "noi chiediamo ai clienti o alle organizzazioni quello che � per loro la sovranit�, perch� siamo i service provider, quelli che forniscono le soluzioni opportune per indirizzare la loro necessit�".
La sovranità digitale non è un prodotto: l'architettura a più livelli secondo Microsoft
Al Microsoft Sovereignty & AI Summit di Roma l�azienda ha inquadrato la sovranit� digitale come tassello di una strategia pi� ampia sull�IA: non isolamento, ma un insieme di leve giuridiche, tecnologiche e di processo da calibrare sulla criticit� dei dati, tra cloud pubblico sovrano, soluzioni on-premise e collaborazioni con i partner








