La sovranità è un criterio fondamentale non solo in progetti cloud infrastrutturali, ma anche nell’adozione di servizi SaaS. Dalla crescita della consapevolezza tra le PMI ai requisiti che definiscono un cloud sovrano, scopriamo perché il tema è sempre più centrale e quali elementi valutare

Giornalista Nextwork360

Da almeno un paio d’anni il tema del cloud sovrano occupa un ruolo sempre più centrale nell’evoluzione di questo mercato. Instabilità geopolitica, questioni legate alla giurisdizione e alla residenza dei dati, oltre a un quadro normativo sempre più stringente sotto il profilo della protezione delle informazioni, hanno trasformato la sovranità digitale in una priorità concreta anche per le imprese italiane.

Un segnale arriva dall’Osservatorio del Politecnico di Milano che, annunciando una crescita del mercato cloud italiano del 20% nel 2025, ha evidenziato come uno degli aspetti più interessanti sia la crescita del 23% del cloud privato, trainata proprio dalla domanda di maggiore controllo e sovranità sulle informazioni aziendali. “La sovranità del dato – osserva Gianluca Pellegrini, General Manager di smeup ICS, la divisione di smeup dedicata a infrastruttura, cloud e security – sta diventando un criterio strategico nelle scelte IT delle imprese, soprattutto per effetto di normative come GDPR e NIS2 che hanno aumentato l’attenzione verso governance, controllo e protezione delle informazioni”.