Dietro a questo incremento, più che una rivoluzione, si nasconde una trasformazione molto più silenziosa: il passaggio da un cloud “promesso” a un cloud realmente vissuto, fatto di ambienti ibridi, scelte strategiche e nuove complessità da gestire, con le grandi aziende che hanno compreso l’importanza strategica di queste soluzioni e quasi la metà (47%) hanno deciso di evolvere verso un modello ibrido, consapevoli che il cloud da solo non basta.
Tra infrastrutture on-premise, servizi distribuiti e architetture multicloud, quello che serve oggi non è più solo tecnologia. Serve una guida, un partner affidabile. D’altronde, l’hybrid cloud non semplifica ma, al contrario, può moltiplicare la complessità: i costi sfuggono, la governance si complica, la visibilità si riduce.
E chi crede che “passare al cloud” significhi smettere di preoccuparsi, si ritrova spesso con un’architettura opaca, frammentata, difficile da manutenere.
In questo scenario, la differenza non la fa chi vende tecnologia, ma chi la sa orchestrare, come Mauden, system integrator parte del Gruppo Ricoh, con un know-how quarantennale. Non un semplice fornitore, ma un regista dell’intero ambiente IT, capace di unire progettazione, gestione, automazione e sicurezza in un’unica proposta coerente.







