Ad ogni pubblicazione di dati trimestrali da parte dei big tech il primo refrain intonato è sempre quello: «Come è andato il business del cloud compunting?». Se la riposta è positiva, allora il mercato premierà - salvo eccezioni - l’azienda.
Diversamente, l’investitore non farà prigionieri. C’è da stupirsi? No! La nuvola informatica fa parte dell’infastruttura su cui poggia l’Artificial intelligence (Ai). Cioè: la principale narrazione che - ad oggi -spinge le quotazioni dei titoli tecnologici (e non solo).
Normale quindi che sia al centro dell’attenzione. Già, l’attenzione. Ma il focus su chi è? O, meglio, chi sono i signori del cloud computing a livello globale? Indovinarlo non è difficile: sono i giganti della tecnologia Usa.
Secondo Statista, nel secondo trimestre del 2025 il mercato mondiale dei servizi infrastrutturali per cloud vede Amazon Web Services al comando con il 30% di quota, seguita da Microsoft Azure con il 20% e Google Cloud più distanziata al 13%.
Il dominio resta dunque saldamente statunitense, anche se in classifica compaiono player cinesi come Alibaba (4%) e Tencent (2%). L’Europa, con iniziative quali GaiaX, cerca di ritagliarsi uno spazio, ma la leadership rimane Oltreoceano. A completare il quadro, nelle posizioni successive compaiono sempre altre aziende a stelle e strisce: Oracle (3%) e poi Salesforce e IBM Cloud, entrambe con la market share del 2%.






