Mentre Stati Uniti e Cina si spartiscono i servizi cloud a livello globale, l’Europa rincorre, ma lo fa in ordine sparso. La partita è geopolitica: chi controlla il cloud controlla i dati, e chi controlla i dati governa l’economia digitale e gestisce le informazioni di interi Stati. Non è solo business e tecnologia: è questione di potere.

Il 65% di questo mercato mondiale è degli americani. Tre nomi bastano. Amazon, Microsoft e Google sono in vetta, forti di una rete di data center disseminata in tutta l’Unione europea: sono magazzini che ospitano migliaia di server che custodiscono dati sensibili di governi, aziende e cittadini.

Al di là di stime generiche reperibili sul web, nessuno conosce il numero esatto delle infrastrutture in Europa delle tre big tech.

Ma i cloud di Jeff Bezos e di Google hanno in mano data center in Germania, Irlanda, Finlandia, Belgio, Italia, Olanda, Spagna, Francia, Svezia, Danimarca e Polonia. E non si fermano. Si pensi che il 30 aprile scorso Microsoft ha annunciato l’intenzione di aumentare del 40% la propria capacità di cloud computing in Europa. Entro i prossimi due anni intende espandersi in 16 Paesi, con l’obiettivo di superare i 200 data center in tutta l’area euro.