Continua la grande danza con Daniil Simkin, Marco Goecke, Trisha Brown, Benjamin Millepied

Oltre 5 mila spettatori, con sold out tutte le sere, per l'apertura del Festival dei due Mondi di Spoleto, diretto dal 2026 da Daniele Cipriani e giunto alla 69esima edizione, che ha ospitato al Teatro Romano, dal 26 al 29 giugno, la Rambert Dance Company, la più longeva e autorevole compagnia di danza contemporanea del Regno Unito, in occasione del centenario dalla sua fondazione. Un programma che ha celebrato cento anni di continua reinvenzione dello spazio coreografico, mantenendo lo sguardo fermamente rivolto al futuro. Lontano da ogni intento retrospettivo, 'This is Rambert' (questo il titolo della serata) è stato un trittico potente che ha riunito voci coreografiche capaci di parlare il linguaggio del nostro tempo. In scena 'Hop(e)storm' di '(La)Horde', un omaggio alla danza come azione collettiva e un invito a riconquistare spazio, libertà e identità. 'Gallery of Consequence' di Emma Evelein, presentato in prima europea, ha trasformato, invece, lo spazio di un immaginario aeroporto in una metafora incisiva delle scelte che definisco ogni essere umano. 'Crimson', firmato dai registi e coreografi Bobbi Jene Smith e Or Schraiber, si è mosso sul confine tra ciò che è visibile e ciò che resta nascosto. Dal proscenio al dietro le quinte, da ciò che si manifesta apertamente a ciò che ribolle appena fuori campo. Tre opere che parlano del presente, danno voce a storie ancora inascoltate e rispecchiano il ritmo e l’intensità della vita contemporanea.