(di Francesca Chiri) Molte prime assolute, eccellenze mondiali e giovani talenti, spettacoli di opera, musica, danza, teatro e arte declinati all'insegna delle Radici, come forza del passato e allo stesso tempo all'insegna del cambiamento: si apre 26 giugno e si snoda tra i luoghi iconici di Spoleto fino al 12 luglio, la 69/esima edizione del Festival dei Due Mondi, quest'anno sotto la guida del direttore artistico Daniele Cipriani.

Saranno 17 giorni di programma con 100 performance, di cui 7 prime mondiali e 9 produzioni originali per il Festival, con più di 1000 artisti provenienti da 27 Paesi, con spettacoli in esclusiva, debutti mondiali ed europei, creazioni commissionate appositamente per il Festival, performance site-specific.

Dialogheranno insieme spaziando tra culture diverse e linguaggi contemporanei, uniti dal claim "In the bel mezzo of everything", un 'incontro-confronto tra mondi diversi, con un cartellone che si apre al grande pubblico e all'esigenza di un'arte accessibile, di cui gli spettatori possano sentirsi parte integrante. E che si snoderà tra luoghi classici come il Teatro Romano, Piazza Duomo, il Teatro Caio Melisso e indirizzi meno frequentati come il Giardino di Palazzo Campello, il cortile della Rocca Albornoziana e la Basilica di San Salvatore, patrimonio Unesco che riapre al pubblico dopo dieci anni.