FONTANAFREDDA - Un secolo di vita per il Bar da Ugo in centro a Talmasson. Si è tenuta ieri la festa di questo importante e storico traguardo, organizzata da Bruno Casagrande il nipote del fondatore Mario arrivato a Talmasson dove si era trasferito, provenendo da San Foca, per fare il casaro della locale latteria. Era il 1926 e con lui c'era la moglie Giuditta più conosciuta poi con il nome di Jolly. Se Mario era impegnato in latteria, Giuditta gestiva le altre attività, quali il bar e l'alimentari che man mano vennero implementate. Veniva gestita anche la trebbia per il raccolto e divenne anche punto vendita di bombole di gas.
L'EVOLUZIONE Il luogo non era quello di adesso bensì un caseggiato più vecchio alla destra della costruzione attuale eretta nel 1968. «A progettarla - ricorda Bruno - era stato il geometra ed ex sindaco Giovanni Turchet mentre a realizzarla la ditta Achille Bortolin. Costò 13 milioni di lire italiane di allora». Ugo aiutò i genitori sin da piccolo, come si usava a quei tempi. A 14 anni lavorava a tempo pieno e nel 1948 all'età di 18 anni ne divenne il gestore subentrando ai genitori dedicandovi tutta la vita sino a quando cedette al figlio Bruno la gestione del locale nel 1994.LA FAMIGLIA Ugo, sposato con Maria De Rosa ebbe tre figli, Bruno, 69 anni, nonché Franco e Marilena. È scomparso nel dicembre del 2021 un anno dopo la morte della moglie Rosa, presente comunque al bar a supportare il figlio sino a quando la salute glielo ha consentito.I RICORDI Tra le varie attività per oltre vent'anni venne gestita anche una trattoria. Qui arrivarono la prima televisione pubblica da guardare assieme e il primo posto telefonico. Rimasto immutato negli anni il locale è stato un importante punto di ritrovo e non solo per gli abitanti della frazione di Talmasson. Da Ugo venivano a giocare a carte anche dai comuni limitrofi, e tra i giocatori personaggi come lo scomparso Isidoro Gottardo. «Molto di moda anche il biliardo - ricorda Bruno - e per diverso tempo organizzammo anche gare e tornei a livello Triveneto». Alle pareti, per la mostra diffusa dedicata a Nilo Pes, una vecchia foto del 1970 ritrae l'area di Talmasson davanti alla nuova costruzione in occasione della sagra della località. «Venne organizzata per un paio d'anni, con tanto di giostre a catena per adulti e bambini. Poi vennero a mancare gli spazi e tutto finì».I BRINDISI Ieri in occasione dei festeggiamenti sono arrivati anche gli auguri del sindaco Michele Pegolo e dell'assessore alle attività Produttive Antonio Taiariol che hanno sugellato il traguardo con la consegna a Bruno Casagrande di una targa. A nome di tutta la cittadinanza è stata espressa gratitudine per il servizio reso in questi anni, un esempio di longevità imprenditoriale.IL DISCORSO «Oggi non festeggiamo semplicemente un bar - è il discorso letto ieri durante la cerimonia -. Oggi festeggiamo un luogo che per molti è stato, ed è tuttora, una seconda casa, che da cento anni illumina mattine di lavoro, pomeriggi di chiacchiere, sere di festa e incontri che si sono trasformati in amicizie per una vita. Tra queste mura sono passate generazioni intere e ognuna ha lasciato un ricordo, una risata, una battuta, un pezzo di cuore. Gli aneddoti sarebbero infiniti. Siamo qui anche per dire grazie a te, Bruno, che hai raccolto quel testimone e hai continuato questo cammino con la semplicità che ti contraddistingue e, senza cercare di fare cose straordinarie, hai finito per realizzare qualcosa di straordinario. E grazie anche a Ugo, che questa "storia" l'ha rilevata dai tuoi genitori, custodita e fatta crescere per tanti anni insieme a Maria, permettendo che arrivasse fino a noi».











