AGORDO (BELLUNO) - La torta non è bastata per tutti: al bar della stazione di Agordo lo scorso 7 febbraio c’erano le quattro figlie, i cinque nipoti e i sei pronipoti, assieme ai clienti più affezionati. Momenti di emozione per un compleanno speciale: quello di Iolanda De Nardin, che ha spento le 93 candeline, e che per l’occasione ha passato qualche ora fra le sedie del locale anziché dietro il banco, come fa da 56 anni a questa parte. Già, Iolanda è candidata al podio delle bariste più longeve d’Italia, ma a lei i titoli non interessano, anzi ci scherza su: «Ancora dieci anni e poi mi ritiro» ma poi precisa «la domenica a stare a casa a guardare dalla finestra mi annoio. Nel mio locale sto bene perché vedo tanta gente, si chiacchiera, si ride e si scherza. A me lavorare non pesa affatto, e finché il fisico e la mente me lo consentiranno sarò ancora qui».
La bisnonna barista ha una famiglia allargata, che puntualmente la va a trovare al lavoro, più per scambiare due chiacchiere che altro: lei infatti nel bar si occupa proprio di tutto, e da sola. Apre alle 7 del mattino, consuma un pasto veloce a mezzogiorno e rimane dietro al banco fino alle 20 della sera «tranne dopo pranzo – precisa – se non c’è gente ne approfitto per schiacciare un pisolino su una sedia qui in bar». Già, perché nel tardo pomeriggio il rito dell’aperitivo al bar della stazione per molti agordini è un appuntamento fisso. Lei dispensa preziosi aneddoti di vita ma dimostra ancora una rara curiosità verso le storie e gli aneddoti che raccoglie dalla clientela. «Specie i giovani tengono ancora viva, anche se scambio volentieri due chiacchiere con gli avventori storici. C’è anche qualche cliente che viene da quando ho iniziato questo lavoro qui».







