La carica dei 101. È quella di Anna Possi la barista più longeva d'Italia e il numero indica esattamente gli anni che ha compiuto domenica 16 novembre. E se il secolo celebrato dodici mesi fa è stato un traguardo non da poco, l'anno in più è ancora più importante. Perché è un simbolo e un augurio di un nuovo inizio. Anzi, per meglio dire di una continuazione, visto che per lei non ci sono tappe. Da quando a Nebbiuno (Novara), sulla sponda piemontese del lago Maggiore, 67 anni fa ha aperto il suo bar Centrale che prima si chiamava con il nome del marito Renè (nome con cui viene chiamata anche lei), non si è mai fermata.
L’impegno
E non intende farlo adesso. Per non venir meno al suo impegno che poi è amore e rispetto per il lavoro che ha sempre fatto con passione. Per questo senso del dovere, che poi diventa piacere di condividere le sue giornate con le persone che entrano in un vero antro magico di umanità travestito da bancone, la signora Anna-Renè non ama i festeggiamenti. Ma la figlia Cristina e la nipote Erika non hanno voluto sentire ragioni e sono riuscite a "strapparle" il consenso per una piccola festa all'interno dell'attività in cui la ormai ultracentenaria, che ha anche ricevuto il titolo di commendatore della Repubblica, ha offerto ai presenti una fetta du torta. Non una qualsiasi, ma la sua torta. La "Torta di mele della nonna" (che poi è lei) ovvero l'unico dolce che si concede. Come aveva svelato quando aveva toccato il primo secolo. È il solo peccato di gola nella sua alimentazione che definisce "ridotta" e che, insieme alla grandissima voglia di vivere e di lavorare senza sosta (ci aveva rivelato di non chiudere mai il suo bar neanche nelle feste, è fra i segreti della sua longevità. "Sì a me piace solo la torta di mele che faccio io, tutti gli altri dolci sono troppo sofisticati – ha spiegato a Il Gusto –. Io sono per le cose semplici in tutto”.







