I due leader del movimento pacifista Standing Together, la palestinese Rula Daood e l'israeliano Alon-Lee Green hanno dato vita a una formazione politica costruita su una leadership davvero condivisa. Nel programma, la fine dell'occupazione e due Stati

A Nazareth, il 17 giugno, centinaia di sostenitori vestiti di viola hanno assistito a qualcosa che la politica israeliana non aveva mai visto: la presentazione di Makom Lekulanu, “un posto per tutti noi“, il primo partito nato da un movimento della società civile per presentarsi alle elezioni con una rappresentanza paritaria tra ebrei e arabi, e tra uomini e donne, senza ruoli prestabiliti in base all’origine di ciascuno. L’obiettivo dichiarato è conquistare un seggio alla Knesset, il parlamento israeliano, portando in aula una voce che parli di pace, uguaglianza e giustizia sociale.

Makom Lekulanu, il primo partito arabo-ebraico

Il partito Makom Lekulanu non nasce dal nulla, ma dietro c’è un percorso lungo quasi un decennio. Tutto comincia nel 2015 con Standing Together, un movimento di base israelo-palestinese che negli ultimi anni si è fatto conoscere per azioni molto concrete: presidi a protezione dei palestinesi della Cisgiordania esposti alla violenza dei coloni, scorte ai convogli di aiuti umanitari diretti a Gaza minacciati dall’estrema destra, raccolte fondi per costruire rifugi antiaerei nelle comunità beduine, cortei per chiedere il cessate il fuoco dopo l’escalation bellica che ha coinvolto Gaza, il Libano e l’Iran.