Un caso di presunto abusivismo edilizio e ambientale scuote la gestione delle aree protette sulla costa jonica calabrese. All’interno della pineta di via Aiace a Squillace, nel perimetro della Zona Speciale di Conservazione (ZSC) dell’Oasi di Scolacium, è stata installata una recinzione metallica permanente con paletti conficcati nel terreno e cartelli recanti la dicitura “Proprietà privata”. L’opera ha di fatto interdetto l’accesso a una porzione di un ecosistema fragile e tutelato.

La gravità della situazione emerge dal riscontro formale fornito dall’Ente Parchi Marini Regionali Calabria, gestore della riserva, il quale ha comunicato ufficialmente al Codacons che per gli interventi segnalati non risultano richiesti né acquisiti pareri, nulla osta o autorizzazioni presso i propri uffici. Si profila pertanto un intervento strutturale eseguito in totale assenza dei titoli abilitativi necessari per operare in un’area di massimo pregio paesaggistico.

La mobilitazione delle autorità e la richiesta di sequestro

A fronte delle risultanze documentali, l’associazione per la tutela dei consumatori ha trasmesso un esposto con richiesta di intervento immediato a una pluralità di soggetti istituzionali, tra cui la Regione Calabria, il Comune di Squillace, la Polizia Locale, la Capitaneria di Porto, i Carabinieri Forestali e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio.