Una recinzione metallica con paletti infissi nel terreno e cartelli di “proprietà privata” è comparsa nella pineta di via Aiace, a Squillace, nel cuore della Zona Speciale di Conservazione dell’Oasi di Scolacium.Un intervento che ha trasformato un ecosistema tutelato in uno spazio di fatto sottratto alla fruizione pubblica, sollevando immediatamente un caso ambientale e amministrativo. La struttura, secondo quanto emerso, insiste su un’area sottoposta a vincoli ambientali e paesaggistici, oltre a rientrare nella rete Natura 2000.
La denuncia del Codacons e la verifica dell’Ente parchi
Di fronte alla segnalazione, è intervenuto l’Codacons, che ha chiesto chiarimenti all’Ente per i Parchi Marini Regionali Calabria.La risposta dell’ente è stata netta: per la realizzazione della recinzione non risulta alcun parere, nulla osta o autorizzazione rilasciata. In sostanza, l’opera risulterebbe priva di titoli abilitativi.Da qui la decisione dell’associazione dei consumatori di procedere con una denuncia formale, chiedendo il sequestro e la rimozione della struttura.
L’intervento della Soprintendenza: istruttoria urgente e ultimatum al Comune
La vicenda ha attivato anche la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, che ha avviato una istruttoria urgente.In un atto formale indirizzato al Comune di Squillace, la Soprintendenza ha chiesto l’immediata individuazione catastale delle particelle interessate, la verifica dei vincoli ambientali, paesaggistici e ZSC, oltre al controllo delle attività di vigilanza edilizia.L’ente ministeriale ha inoltre avvertito che si riserva l’adozione di sanzioni amministrative e penali previste dal Codice dei Beni Culturali. Un vero e proprio ultimatum per il ripristino della legalità nell’area protetta.







